
Ospedale della Donna e del Bambino – Borgo Trento
Inaugurato nel 2017, il nuovo Ospedale della Donna e del Bambino rappresenta il secondo capitolo del programma di rinnovamento del complesso di Borgo Trento
Regione Puglia, Azienda Sanitaria Locale, ASL BARI
Arch. Albert De Pineda, PINERQ SLP
Monopoli (BA)
Edilizia Sanitaria
63.000 mq
Progettazione: 2015 – 2017
Direzione Lavori: 2018 – 2023
Il Nuovo Ospedale del Sud-Est Barese, rappresenta una delle principali realizzazioni del programma di rinnovamento delle strutture sanitarie avviato dalla Regione Puglia. Un progetto integrato tra funzionalità, paesaggio e tecnologia per un nuovo polo sanitario strategico per il territorio tra Bari e Brindisi
Situato tra i comuni di Monopoli e Fasano, l’ospedale è stato progettato per rispondere in modo efficace e flessibile alle esigenze sanitarie di un bacino d’utenza di circa 260.000 persone, offrendo servizi di emergenza-urgenza e medicina specialistica.
Il progetto architettonico si basa su un impianto funzionale modulare, articolato in un corpo centrale e quattro blocchi interconnessi, concepiti per favorire l’organizzazione dei flussi e l’accessibilità. La chiarezza distributiva e la separazione dei percorsi (personale, degenti, visitatori, logistica) sono pensate per ottimizzare l’efficienza operativa e garantire ambienti più sicuri e vivibili, in particolare in un contesto ad alta variabilità stagionale come quello turistico pugliese.
L’inserimento nel paesaggio è un aspetto centrale della progettazione. L’ospedale è immerso in un’area caratterizzata dalla presenza di ulivi monumentali, che sono stati espiantati e ricollocati. Le scelte architettoniche e tecnologiche sono guidate da principi di sostenibilità ambientale: ridotta impermeabilizzazione del suolo, uso di materiali locali eco-compatibili, piantumazione di essenze autoctone, gestione delle acque piovane e ricucitura del tessuto paesaggistico.
Un ruolo chiave è svolto dalla luce naturale, che penetra all’interno degli spazi ospedalieri grazie a grandi superfici vetrate e corti aperte, contribuendo al benessere psicofisico di pazienti e operatori.
La progettazione impiantistica è orientata all’affidabilità, alla flessibilità gestionale e al risparmio energetico. Tutti i sistemi – climatizzazione, ventilazione, illuminazione, schermature solari, produzione di energia e sicurezza – sono integrati in una rete di automazione avanzata che consente una gestione centralizzata e ottimizzata dell’edificio.
La produzione di energia si affida a un mix di tecnologie ad alta efficienza e fonti rinnovabili. Sulla copertura è installato un ampio campo solare composto da 120 collettori termici, in grado di coprire il 55% del fabbisogno di acqua calda sanitaria, integrato da una pompa di calore ad alta efficienza da 300 kW e caldaie a condensazione. A supporto della componente elettrica, un campo fotovoltaico da 923 kW è in grado di coprire quasi interamente il fabbisogno per l’illuminazione.
Gli impianti di trattamento aria e climatizzazione sono progettati per garantire comfort e sicurezza, con soluzioni che riducono il consumo energetico e il rischio di contaminazioni. Le stanze di degenza e gli ambulatori sono dotati di sistemi a travi fredde e aria primaria, mentre l’illuminazione a LED è gestita tramite un sistema intelligente che consente il controllo e la regolazione automatica.
Completano il sistema tecnologico una rete di impianti speciali che supportano la digitalizzazione delle attività ospedaliere e garantiscono la continuità operativa anche in caso di emergenza, grazie a gruppi elettrogeni e sistemi di alimentazione dedicati alle apparecchiature elettromedicali e ai servizi informatici.

Il progetto, le soluzioni architettoniche, tecnologiche, funzionali e ambientali che hanno trasformato una visione ambiziosa in realtà concreta.

Inaugurato nel 2017, il nuovo Ospedale della Donna e del Bambino rappresenta il secondo capitolo del programma di rinnovamento del complesso di Borgo Trento

Il progetto rientra tra le maggiori opere mai realizzate in ambito sanitario in Medio Oriente, non solo per le sue dimensioni ma anche per l’avanzamento tecnologico delle dotazione mediche e di diagnostica.

La proposta è quella di realizzare una struttura ospedaliera “di comunità”, ben inserita e integrata nella rete regionale e in grado di conciliare e unire specificità di funzione alle esigenze sanitarie locali