Dopo sette anni di lavoro si è concluso il progetto esecutivo del nuovo Ospedale di Narni-Amelia, un’opera strategica che unisce innovazione sanitaria e rigenerazione ambientale, che sorgerà all’interno di un ex sito estrattivo dismesso.
Con oltre 21.000 m² di superficie costruita, 140 posti letto e 3 sale operatorie e un Pronto Soccorso, il nuovo complesso è concepito come un Ospedale Territoriale, pensato per garantire continuità assistenziale e una forte integrazione con la rete dei servizi sanitari, contribuendo al rafforzamento dell’offerta nell’Umbria meridionale.
La struttura ospiterà un’ampia gamma di spazi e funzioni dedicate alla diagnosi e cura, affiancate da un’offerta significativa di servizi e spazi dedicati alla riabilitazione. Reparti specializzati che saranno accessibili all’intera utenza locale e regionale, ampliando la capacità del territorio di rispondere in modo efficace e coordinato ai diversi bisogni di salute.
Manens ha coordinato e integrato l’intero processo progettuale, curando la progettazione edile, quella delle opere idrauliche e viarie, il progetto acustico e ambientale, gli interventi di consolidamento dei versanti e i necessari approfondimenti archeologici. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione. Un lavoro multidisciplinare che ha garantito la coerenza tra le esigenze funzionali dell’ospedale, le criticità geologiche dell’area e gli obiettivi ambientali connessi al recupero della cava.
Recupero ambientale della cava e trasformazione del territorio
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il recupero dell’area della ex cava. L’intervento ha previsto un rimodellamento complessivo del sito, con la messa in sicurezza dei fronti estrattivi e la ricostruzione dei pendii, così da consentire il ripristino della vegetazione prativa e boschiva sia a monte sia a valle dell’edificio. Si tratta di una trasformazione che permette di restituire continuità al paesaggio e di valorizzare un’area compromessa, senza consumare nuovo suolo.
Il recupero è stato possibile grazie a uno studio geologico e geotecnico approfondito, che ha evidenziato la necessità di stabilizzare i versanti attraverso opere dedicate di consolidamento. Parallelamente sono stati progettati interventi di regimazione delle acque superficiali, fondamentali per garantire la sicurezza idraulica del sito e prevenire erosioni o infiltrazioni che potrebbero compromettere le strutture ospedaliere.
Un ospedale moderno inserito nel paesaggio rigenerato
Il nuovo ospedale è organizzato attorno a una grande piastra centrale con due chiostre quadrate progettate per massimizzare l’apporto di luce naturale. I primi due livelli della piastra, destinati alle funzioni logistiche e tecnologiche, risultano parzialmente interrati sul lato nord, integrandosi con il terreno rimodellato. Sui livelli superiori si distribuiscono i principali reparti sanitari e i servizi destinati al pubblico, per un totale di 135 posti letto di degenza, ai quali si aggiungono 5 posti di terapia intensiva, 4 posti OBI, 14 posti dialisi e aree dedicate a funzioni tecnico-sanitarie.
Il fronte sud, completamente aperto verso la vallata, integra un camminamento a sbalzo e due ampie scalinate che collegano viabilità pedonale e parcheggio esterno. Le scelte materiche – basamento intonacato e volumi emergenti in mattoni faccia a vista – sottolineano la distinzione funzionale tra piastra e reparti superiori, riducendo al tempo stesso l’impatto visivo del complesso.
Il nuovo Ospedale di Narni-Amelia dimostra come un’infrastruttura sanitaria possa diventare occasione di rigenerazione territoriale e ricostruzione di un paesaggio per rispondere ai bisogni sanitari della comunità.
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